L’ardimentosa performance del corpo femminile non modificato / LAB

Federica, Francesca, Chiara e Matteo al Parco del Valentino (TO) nel corso del primo laboratorio fotografico

Di peli pubblici e opache convenzioni. L’ardimentosa performance del corpo femminile non modificato

Quanto è rigido il condizionamento sociale che ci impedisce di considerare gradevole, interessante o sensuale il corpo di una donna che sceglie di non ricorrere alla depilazione, di non camuffare i segni del tempo?

La consapevolezza dei percorsi che inducono ad adeguarsi a codici estetici prescrittivi è spesso flebile. Le pratiche di modificazione del corpo, in gran parte, sono percepite come “naturali” e convenienti e non come frutto di convenzioni e costumi rispondenti a contesti storico-geografici e culturali specifici, cui è possibile conformarsi oppure opporre qualche forma di resistenza, concorrendo a rendere visibile la pressione sociale che li accompagna. Queste “libere scelte”, come la maggioranza dei nostri costumi e dei nostri consumi, hanno a che fare con convenzioni sociali coercitive, (etero)normative e con il mercato.

Il laboratorio, attivo in fase sperimentale, intende favorire la messa in discussione di questi automatismi, in un percorso di consapevolezza, body caring e rispetto per le scelte di ciascuno, oltre che delle naturali trasformazioni del nostro corpo nel tempo.

Francesca al Parco del Valentino (TO) nel corso del primo laboratorio fotografico