Public Anagrams

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Art projects

Un gioco di parole dedicato all’arte pubblica e alle sue parole chiave
Un progetto di Irene Pittatore, a cura di Nicoletta Daldanise
Promosso da Impasse
Con il Patrocinio della Città di Torino
In collaborazione con GTT – Gruppo Torinese Trasporti

Public art / A club trip
Urban regeneration / A generation burner
Creative class / Slaves, react! ©
Smart Cities / Racist times

I Public Anagrams, giochi di parole dedicati all’arte pubblica e alle sue parole chiave, in occasione della settimana dell’arte contemporanea a Torino (novembre 2016), hanno debuttato in forma di affissione su più di 1000 mezzi pubblici del trasporto urbano locale. Sono stati trasmessi ogni 30 minuti sui monitor delle stazioni della metropolitana e hanno viaggiato all’interno di autobus e tram in forma di locandina cartacea e digitale.
Attraverso il gioco linguistico, i Public Anagrams si propongono di allargare i contesti di discussione riguardo al binomio arte e sfera pubblica, rivolgendosi sia ai passeggeri abituali sia al pubblico di addetti ai lavori e appassionati d’arte a Torino in occasione della settimana dell’arte contemporanea. Gli interventi abbandonano il guscio scientifico per un confronto brutale, ma ironico, con l’irruenza del quotidiano.

Parte del progetto di libro d’artista A BOOK TO/BE. A DIY USER MANUAL FOR ART PRACTICES IN URBAN REGENERATION$, la serie di anagrammi entra in diretto contatto col contesto urbano dal quale la ricerca ha preso le mosse. L’estetica pubblicitaria delle affissioni si mette in competizione con quella dello spazio metropolitano, per far riflettere attraverso lo spaesamento e l’allusione.

Il libro d’artista, di cui i Public Anagrams saranno parte attraverso la documentazione fotografica delle affissioni sui mezzi pubblici, avrà la forma di un manuale d’uso senza istruzioni dedicato a progetti artistici e sfera pubblica, con approfondimenti su motivi e conseguenze del ricorso alla ”creatività” da parte della pubblica amministrazione e degli investitori privati nei progetti di rigenerazione urbana, in bilico fra monumento, installazione, animazione sociale, pubblico intrattenimento e dinamiche spontanee di radicamento. Il libro mette a confronto i punti di vista di un’artista, tre curatrici d’arte, un sociologo e un geografo (Irene Pittatore, Nicoletta Daldanise / Impasse; Lisa Parola, Luisa Perlo / a.titolo; Giovanni Semi, Alberto Vanolo / Università degli Studi di Torino) a seguito di un percorso di ricerca condotto dall’artista e dalla curatrice tra Torino e Berlino, analizzando pratiche generative, prassi e retoriche di rigenerazione e controversi casi studio.

Irene Pittatore, an Italian artist with a strong interest for urban questions, presented “Public Anagrams” in 2016. The project is based on the manipulation and subversion of mainstream slogans describing well-known urban development paradigms and strategies, such as “smart cities” or “urban regeneration”. By mixing up letters and by turning upside-down the slogans, the artist aims at raising critical awareness about the hidden outcomes of urban development strategies.
In my view, this project talks very much about city branding. Slogans such as “smart city” are both powerful slogans nurturing branding campaigns, and brands themselves, evoking imaginaries and visions of good and attractive cities. At first sight, the flipped letters in seem to mirror the catchy slogan, but it is easy to notice that the letters have a different order, and hence a different message is provocatively displayed, in this case, “racist times”. Irene’s anagrams reveal the ghostly dark side of popular and optimistic urban slogans.
Alberto Vanolo

 

Video of Public Anagrams

 

Metropolitana, autobus e tram torinesi. 3-20 novembre 2016

Metropolitana, autobus e tram torinesi. 3-20 novembre 2016

(S)RADICAMENTI. Società di Studi Geografici | Giornata di Studi Oltre la Globalizzazione. Torino, Campus Luigi Einaudi, 16 dicembre 2016

(S)RADICAMENTI, Società di Studi Geografici | Giornata di Studi Oltre la Globalizzazione. Torino, Campus Luigi Einaudi, 16 dicembre 2016

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