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Azioni


L’AMAVO TROPPO E LE HO SPARATO
Una performance-parata sotto la Mole Antonelliana per contrastare la violenza di genere:
un’azione di sensibilizzazione e consapevolezza

Una performance-parata di Irene Pittatore
in collaborazione con Isabelle Demangeat e il corso di Sociologia delle Pari Opportunità di Stefania Doglioli / Fondazione Cirko Vertigo

Con
Amelia Arantxa Albatici, Louna Corinna Alriq, Helena Anacleto Botosso, Myrea Cataldo, Anna Dalla Costa, Baptiste Elia Hotz, Gabriele Forlesi, Delyan Furchanov, Enrico Gippetto, Emma-Sofia Paula Kaiser, Josefine Anna Therese Lindevall, Luca Mancini, Luciano Emilio Militello, Davide Partinico, Flor del Mar Libera Pescetti Favale, Luca Savoldini, Izabella Cristina Souza Do Nascimento, Chiara Vannini, Angela Ventulini, Irene Pittatore e Isabelle Demangeat.

Supervisione acrobalance
Guillermo Hunter

Introduzione a cura di Ferdinanda Vigliani (Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile APS, Elena Andreasi (Fondazione Cirko Vertigo), Tea Taramino (Forme in bilico APS), Francesca Comisso (a.titolo)

Fotografie Pino Chiezzi

Una riflessione sul significato della violenza di genere e sulla paura ha accompagnato l’azione di Helena Anacleto Botosso, Baptiste Elia Hotz, Josefine Anna Therese Lindevall, Luciano Emilio Militello, Flor del Mar Libera Pescetti Favale e Angela Ventulini, studenti del corso di Sociologia delle pari opportunità di Stefania Doglioli (Fondazione Cirko Vertigo) per la performance-parata L’amavo troppo e le ho sparato. A partire da frammenti di processi per violenza domestica e femminicidio del Tribunale di Firenze, del 1888 e del 1909: 
Ognora titubante e timorosa di incontrarlo
[La accoltellò] per salvarla, prima che si perdesse con altri

Responsabilità sociale e consenso sono due degli assi di riflessione intorno ai quali si sono cimentati Amelia Arantxa Albatici, Anna Dalla Costa, Emma-Sofia Paula Kaiser, Luca Mancini e Davide Partinico, studenti del corso di Sociologia delle pari opportunità di Stefania Doglioli (Fondazione Cirko Vertigo) per la performance-parata L’amavo troppo e le ho sparato

A partire da due frammenti del processo per femminicidio di Clémence L., nel 1847 a Toulon: 
Je m’en doutais bien (Me lo aspettavo!)
Je lui proposai de monter avec moi pour se coucher. J’insistai, elle s’obstina. Je lui donnai un coup avec la main (Le ho proposto di salire con me a coricarsi. Ho insistito, lei si ostinava. L’ho colpita con la mano)

Sulla definizione di maschilità e delle sue forme hanno lavorato Myrea Cataldo, Gabriele Forlesi, Delyan Furchanov, Enrico Gippetto, Luca Savoldini e Chiara Vannini, studenti del corso di Sociologia delle pari opportunità di Stefania Doglioli (Fondazione Cirko Vertigo) per la performance-parata L’amavo troppo e le ho sparato, interrogandosi sul ruolo della solidarietà e della sorellanza per prevenire e contrastare la violenza di genere.

A partire da frammenti di un processo per violenza domestica e femminicidio della Cour d’Assises du Var, 1847: 
Je l’aimais trop pour la frapper (L’amavo troppo per picchiarla)
Pour la soustraire à ses mauvais traitements, je la cachai dans une chambre (Per sottrarla ai suoi maltrattamenti, la nascosi in una stanza)

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