Statement

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La mia ricerca scaturisce dal verso inteso come ringhio, raglio, vocalizzazione primigenia, e insieme come unità stilistica ordinatrice. Persegue una riflessione sulla responsabilità individuale, culturale e sociale dell’artista rispetto al contesto in cui interviene e in tempo di crisi. Muove una ferma critica al sistema dell’arte attuale, incardinato, con poche eccezioni, alle dinamiche spettacolari ed economiche dell’industria culturale. Propongo interventi che combattano isolamento e costrizione, perpetuati dall’attuale sistema di potere con la messa ai margini delle proposte non conformi ai dettami del mercato o con la cooptazione, che rende le medesime inoffensive – e ininfluenti – rispetto allo stato delle cose esistenti. La mia proposta prevede un assiduo lavoro sulla presenza e si avvale di un metodo performativo di indagine che tenta di dare forma, in itinere, alla continua ridefinizione dei propri assunti, in relazione ai contributi interdisciplinari raccolti. Ciò che sta in campo o in scena si (s)offre nella sua essenziale dimensione di frammento incapace di costituirsi in forma univoca e definitiva. Percorro questo terreno accidentato agendo l’errore consapevole e individuale della ricerca inattuabile di una proposta artistica senza spettacolo. Crudelmente rovinando le rovine del teatro, dell’affollata arena della comunicazione visiva, dell’oggetto attore che piega (piaga) alla visione l’urgenza di un dire per sé.

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Dismounting In principio era il verso. Studiodieci City Gallery (VC), 2014. Ph Pino Chiezzi

Dismounting In principio era il verso. Studiodieci City Gallery (VC), 2014. Ph Irene Pittatore

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